Le atmosfere potenzialmente esplosive sono quelle che, a causa di un innesco (ad esempio la scarica elettrica per carica elettrostatica), originano un’esplosione per la presenza di gas o polveri combustibili.

Un ambiente in cui il gas o la polvere sono presenti in concentrazione pericolosa, anche per poche ore all’anno, determina un’area con pericolo di esplosione ed è sottoposta alla direttiva ATEX (Atmospheres Explosibles), ovvero la direttiva dell’Unione Europea n. 2014/34/UE, entrata in vigore nel 2016, relativa all’identificazione delle zone pericolose e alla regolamentazione delle apparecchiature e sistemi di protezione destinati all’impiego in zone con atmosfera potenzialmente esplosiva.

LEMAC SOLAR è in grado di eseguire accurate classificazioni dei luoghi o delle aree pericolose, nelle quali viene scrupolosamente analizzato e classificato l’ambiente dove possono formarsi atmosfere esplosive a causa della presenza di gas, di vapori infiammabili e di polveri combustibili, al fine di guidare la corretta scelta e l’installazione di costruzioni, di apparecchi, dispositivi, ecc., che garantiscano il funzionamento in sicurezza nei luoghi considerati.

Il quadro legislativo e tecnico-normativo di riferimento risulta ampio e assai complesso.

Classificazione zone

  • Zona 0: area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia;
  • Zona 1: area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività;
  • Zona 2: area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora, si verifichi, sia unicamente di breve durata;
  • Zona 20: area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria;
  • Zona 21: area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività;
  • Zona 22: area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di polvere combustibile o, qualora, si verifichi, sia unicamente di breve durata.

Un’altra Direttiva Europea (Direttiva 1999/92/CE recepita con il DL 233/2003 e successivo Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 s.m.i. Titolo IX) riguarda le misure da adottare per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive. In modo particolare il datore di lavoro deve effettuare adeguata formazione ai lavoratori impegnati in luoghi in cui possono essere presenti atmosfere esplosive. Inoltre, fughe ed emissioni di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili che possono dar luogo a rischi di esplosioni devono essere adeguatamente rimosse verso un luogo sicuro, o contenute in modo sicuro, o rese adeguatamente sicure. Qualora l’atmosfera esplosiva contenesse più tipi di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili o combustibili, le misure di protezione adottate devono considerare il massimo pericolo possibile.

La procedura per l’identificazione e la classificazione delle zone a rischio, ovvero in cui sono presenti miscele esplosive e combustibili, prevede tre distinte fasi:

  1. identificazione delle caratteristiche dei materiali presenti;
  2. individuazione dei punti in cui possono essere presenti accumuli o sorgenti di emissione;
  3. determinazione della possibilità di emissione e della possibilità di esplosione nelle varie sedi dell’installazione.

La progettazione e la realizzazione di impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili dovrà avvenire in modo che gli impianti possano essere collocati ed operare nella zona meno pericolosa possibile e consentire un accesso facilitato per agevolarne l’ispezione e la manutenzione. Nei casi di impianti speciali (es. impianti pilota, di ricerca, ecc.) vi sono prescrizioni supplementari rispetto a quelle richieste per la sicurezza elettrica di base.

Prima che l’impianto o la costruzione elettrica venga messa in servizio, è necessario effettuare una verifica iniziale per controllare l’idoneità delle modalità di protezione adottate. Inoltre, per un uso continuo in un luogo pericoloso, al fine di assicurare che le installazioni siano mantenute in condizioni idonee, devono essere eseguite verifiche periodiche e a campione da parte di personale qualificato.

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